5 cose che non sai sulla dieta a punti

Tutte le diete rappresentano un importante sforzo e impegno per riuscire ad ottenere il risultato prefissato, ossia quello di togliere i chili di troppo dal proprio corpo. L’idea è sempre la stessa, riuscire ad ottenere questo risultato col minimo sforzo e la massima resa. Ad aiutare tutti quelli che vogliono dimagrire facendo meno sacrifici possibili sono le diete “ipocaloriche” o “iperproteiche”, regimi alimentari che eliminano molti alimenti considerati “grassi”, tolgono quasi completamente i carboidrati e puntano tutti su proteine e verdure, meglio se il tutto accompagnato da una attività fisica.

Tra le diete “lampo” viene annoverata anche la famosa dieta a punti, creata negli anni ’70 da un italiano che richiede di valutare e contare i punti (alimenti) che servono ogni giorno al nostro organismo con un sistema matematico, cercando poi di fare corrispondere questi punti con quelli che vengono assunti. Vediamo cinque cose da tenere a mente sulla dieta a punti.

Nella tabella stilata per i punteggi, rientrano nella categoria dei punti zero (quindi assumibili senza vincolo di quantità): 100 g di dentice, filetti sott’olio, 100 g di salmone, conservato sott’olio, 100 g di tonno, conservato sott’olio, 100 g di agnello arrosto, o di bistecca ai ferri o di carne tritata, 500 g di oca o anatra arrosto o di selvaggina arrosto, 100 g di trippa, 100 g di merluzzo, orata o luccio, 1 bicchiere di olio d’oliva, 250 g di strutto, 3 tazzine di caffè nero, 1 fetta biscottata con farina integrale, 10 g di pane nero 20 g di pasta con ragù di carne, 1 albicocca fresca o mezza albicocca secca, 2 cucchiai di salsa di pomodoro crudo.

Secondo quanto riportato da coloro che l’hanno inventata, la dieta a punti permette di perdere un chilo a settimana, ottimo se si pensa che viene paragonata ad altre tipologie di diete lampo. Oltretutto il menù è molto vario e permette al paziente grande libertà di scelta, permettendo di scegliere diversi alimenti e mischiarli fra di loro.

La dieta a punti è adatta a tutti coloro che vogliono perdere peso ma che stanno bene in salute: chi soffre di problemi ai reni non può assolutamente provarla in quanto le tante proteine assunte potrebbero essere un male, così come non è consigliata per gli sportivi professionisti e per le donne in gravidanza e gli anziani in quanto non rappresenta un regime alimentare equilibrato.

La dieta a punti deve essere comunque assegnata da un esperto in quanto si potrebbe rischiare che una paziente potrebbe, per esempio, crearsi menu di soli dolci o di soli piatti grassi o in altri casi, si potrebbe arrivare ad un eccesso di frutta e verdura, incappando nei problemi associati a un eccesso di fibra.

Esistono infine, per agevolare tutte le operazioni della dieta a punti, calcolatori di punti online che permettono ad esperti e meno esperti di attribuirsi il giusto numero di punti per la dieta basandosi sui principi che il regime alimentare prevede.

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